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Ipospadia

L’ipospadia è una patologia congenita del pene caratterizzata da una serie di modificazioni dei genitali esterni maschili.

Il meato uretrale (foro dal quale esce l'urina) non è localizzato nella sua normale posizione anatomica ma bensì in un punto qualsiasi  della faccia ventrale del pene.

Anomalie di sviluppo sono evidenziate anche a carico delle altre strutture peniene: della porzione ventrale della tunica albuginea, della fascia peniena esterna (Dartos) e della cute che formano una “corda” che determina un incurvamento del pene verso il basso.

Vi è inoltre associato un difetto di formazione del prepuzio, detto a 'cappuccio di frate'.

È una delle anomalie congenite più frequenti del sesso maschile con un'incidenza di circa 1/250 bambini nati.

L’eziopatogenesi della patologia è multifattoriale: vi è sia una componente genetica che comporta una predisposizione della malattia nei nascituri di genitori maschi affetti sia una componente di tipo ormonale durante l’embriogenesi: studi scientifici hanno constatato una prematura caduta del tasso di testosterone, che determina un incompleto sviluppo del canale uretrale.

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Come si presenta?

L’ipospadia è caratterizzata da uno sbocco anomalo dell’uretra il cui meato esterno si trova, a secondo della gravità, a maggiore o minore distanza dall’apice dell’glande, in posizione ventrale.

Il prepuzio ricopre solo dorsalmente e lateralmente il glande (grembiule prepuziale) ed è assente il frenulo prepuziale.

 

Vi sono diverse forme di ipospadia?

Si, in letteratura distinguiamo:

ipospadia anteriore o distale (80% dei casi);

ipospadia media (15% dei casi);

ipospadia posteriore o prossimale (5% dei casi), con il meato ipospadico a livello della base peniena, scrotale o perineale.

 

Quale è la sintomatologia dell’ipospadia?

La sintomatologia è strettamente legata alla gravità delle malformazioni e varia da lievi modificazioni dell’aspetto estetico del prepuzio e del glande – nelle forme balaniche o distali – all’impossibilità di urinare in posizione normale, con conseguenti anche gravi complicanze di tipo psicologico. Può insorgere “impotentia generandi” per deposizione troppo esterna del seme, all’”impotentia coeundi” nei casi con notevole incurvamento che rende difficoltosa od impossibile la penetrazione.

L’obiettivo del trattamento dell’ipospadia è quello di assicurare non solo delle minzioni e delle erezioni normali ma anche un pene la cui morfologia sia il più vicino possibile alla normalità con un meato apicale ed un glande ben ricostruito.

È buona norma intervenire il più preocemente possibile nei casi in cui si sia raggiunto un sufficiente sviluppo dell’organo penieno (fra i 3 ed i 5 anni), sia per evitare problematiche psicologiche nel bambino, sia soprattutto per liberare dalla corda fibrosa i corpi cavernosi, e permettere così un normale sviluppo dell’asta.

Sarà l’urologo – andrologo fra le molteplici tecniche che è possibile utilizzare a scegliere quella “ideale” affinchè il paziente possa avere i migliori benefici. L’intervento, nei bambini, è eseguito in anestesia generale e la degenza di solito è limitata ad una o due giornate.

L'intervento può essere effettuato in 1 o 2 tempi, questo dipende dal tipo di ipospadia.

 

 

Vi sono complicanze nel post-operatorio?

Le complicanze più frequenti osservate in lettaratura sono costituite dalla formazione di fistole e stenosi del meato. Entrambe le problematiche derivano in massima parte dalla tecnica utilizzata e alla successiva gestione della ferita dopo l’intervento chirurgico.

Molto più raramente possono verificarsi in altre complicanze come l’ectropion, la balanite xerotica obliterante, l’uretrocele e la crescita di peli nella neouretra quando si utilizzano lembi di cute scrotale.

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